“Made in Italy” o “Styled in Italy”?

Oggi sono un po’ scoraggiata. Delle volte penso che questo blog non abbia senso e che forse non ha futuro.

Stamattina sono stata in un negozio che tra i vari marchi proponeva anche Patrizia Pepe, nello specifico la linea Loiza. Indubbiamente, i capi erano molto carini e, considerando i saldi, anche molto convenienti. Purtroppo, nessun capo era prodotto in Italia. Tornata a casa, molto delusa, ho navigato un po’ su intenet, quasi a cercare consolazione, nella speranza di capire se Patrizia Pepe ha delocalizzato tutta la produzione o solo quella “low cost” (se così si può definire). Così, tra una pagina e l’altra, leggo una serie di articoli che definiscono marchi come Patrizia Pepe e Liu Jo made in italy, riferendosi ad un concetto più ampio di made in italy che si estenderebbe, quindi, allo stile italiano, al design etc.

Così compaiono nuovi termini: “designed in Italy” o “styled in Italy“, come se non importasse il luogo di produzione, ma contasse il brand, geodelocalizzando il concetto di made in italy.

E’ chiaro che contano il brand e lo stile italiani, perchè non è detto che prodotto in Italia sia sinonimo di italianità, ma io nel mio blog sostengo che accanto al brand ci debba essere la produzione in Italia, soprattutto in un momento di mercato come quello attuale.

Mi sembra quasi ingannevole scrivere sull’etichetta Patrizia Pepe Firenze o Liu Jo Italia e poi nascosto sotto al vestito, un minuscolo pezzettino di stoffa dove si legge made In Turchia, Romania, Cina etc (senza togliere niente a questi paesi).

A questo punto mi chiedo: qual è il concetto di Made in Italy, al di là di quello che una normativa ben precisa definisce? 

Io vorrei che le aziende italiane producessero in Italia per rafforzare quel concetto di made in Italy a noi tanto caro.

Io posso solo contiuare a proporVi capi carini, prodotti in Italia, pur dovendo qualche volta rinunciare all’acquisto di capi prodotti da aziende italiane, che hanno fatto scelte diverse di produzione, capi che rimangono sicuramente molto belli, ma che non sono in linea con lo spirito del blog.

 

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2 risposte a “Made in Italy” o “Styled in Italy”?

  1. marybecake scrive:

    Niente di più vero…
    cercando sul web, cercavo questo nuovo modo di “cavarsela”, fregiandosi della parola Italy, quando di Italy c’era ben poco.
    Io vivo costantemente in questo limbo dove, smetto di inserire made in Italy, quando made in Italy non ha più nessun significato.
    Quello che faccio è “pensato e realizzato tra lombardia e piemonte da mani Italiane”, come è scritto sul mio sito, ma che pochi notano.
    I negozi hanno bisogno di sopravvivere, però non danno vero spazio ai giovani designer che (non avendo i numeri) non si possono permettere di importare container di t-shirt da 1 euro (quando le paghi care) per rivenderle a 20.
    I negozi apprezzano il tuo lavoro… ma ci sono aziende che promettono prezzi basissimi, e se non è made in italy? pazienza !
    E’ davvero difficile… e il paradosso??? Il made in Italy ha valore solo all’estero… qui da noi, vale meno di zero !!

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